Cos’è, quanto dura e cause

Secondo le indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) si intende diarrea quando si hanno evacuazioni di carattere liquido almeno tre volte nell’arco di una giornata8.

Essa viene classificata in base ad alcuni criteri di durata, da come si manifesta e in base all’origine fisiologica.

Acuta, cronica e dissenteria

  • Si definisce come diarrea acuta se dura meno di 14 giorni. Nel 70% dei casi è di origine infettiva spesso causata da S. aureus, E. coli o Rotavirus. Rientra in questa categoria la “diarrea del viaggiatore“: disturbi intestinali che possono colpire chi entra in contatto con acqua, cibi e ambienti differenti da quelli usuali del proprio Paese di residenza.
  • Si definisce cronica se ha una durata superiore ai 30 giorni. Spesso è collegata a disturbi come il morbo celiaco, il morbo di Crohn, ecc. In questa tipologia vi sono spesso anche problemi di malassorbimento e carenze nutrizionali. Questi disturbi inoltre possono portare a diarrea da alterata motilità intestinale, ovvero, alternanza tra diarrea e stipsi.
  • Si intende dissenteria la presenza di sangue nella scarica diarroica.

Diarrea secretoria e osmotica

  • Si può verificare una diarrea secretoria, che si contraddistingue per notevoli perdite di liquidi. Si verifica quando le cellule intestinali vengono indotte, da sostanze endogene o esogene, ad espellere cloro dal lume intestinale. Fisiologicamente vengono quindi richiamati acqua, potassio e sodio all’interno del lume, provocando la scarica.
  • L’osmotica si differenzia dalla precedente in quanto non c’è una attivazione cellulare tramite sostanze stimolatrici. In questo caso è l’elevata concentrazione di elementi come minerali o vitamine all’interno del lume rispetto all’esterno a provocare il richiamo di liquidi nel lume.

Diarrea in persone sane

È possibile però avere manifestazioni diarroiche anche in soggetti sani, senza infezioni, disturbi o infiammazioni. Ad esempio un eccesso nell’assunzione di vitamina C, magnesio o edulcoranti possono portare a una diarrea osmotica.

Altre cause non infettive includono l’intolleranza al lattosio, la Sindrome del Colon Irritabile, la sensibilità al glutine, l’ipertiroidismo, ecc.1-9.

Scala di Bristol

Uno strumento medico-diagnostico spesso utilizzato per classificare forma e consistenza delle feci è la scala di Bristol. Questa scala mostra sette diverse tipologie che vanno dalla manifestazione di stitichezza alla diarrea severa.

In modo intuitivo sarà quindi possibile comprendere lo stato fisiologico dell’intestino, modificando il regime alimentare o integrando elementi utili in caso di necessità.

  • 1-2 = stipsi
  • 3-4 = normale
  • 5 = principio di diarrea e mancanza di fibre
  • 6 e 7 = diarrea

Questo è uno strumento che può essere anche utilizzato anche come autodiagnosi per effettuare una prima valutazione. In caso di diarrea persistente è sempre consigliabile consultare il proprio medico.

Come puoi prevenirla?

Non tutti i casi di diarrea sono prevenibili. Tuttavia, è possibile attuare semplici accorgimenti per ridurre la probabilità.

  • Essendo di origine prevalentemente virale, l’igiene e la sanitizzazione degli ambienti è fondamentale. 
  • Lavati regolarmente e approfonditamente le mani, soprattutto dopo aver utilizzato la toilette e prima della preparazione dei cibi. In questo modo ridurrai la probabilità di contaminazione.
  • Lava accuratamente gli alimenti freschi prima di consumarli per eliminare eventuali batteri o virus indesiderati.
  • Ti consigliamo cuocere bene tutti i tipi di carne (rossa, bianca, pesce). Inoltre ti consigliamo di consumare carne cruda solo se sei certo della sua origine.
  • Confrontati con il tuo medico degli effetti di eventuali farmaci che si stanno usando.
  • Bevi solo acqua potabile o filtrata.
  • Un modo molto utile per comprendere come il tuo organismo risponde a ciò che mangi è quello di tenere un diario alimentare. Scrivi tutto ciò che mangi, le quantità, gli orari e riporta le reazioni del tuo corpo. In questo modo avrai dei dati reali e personalizzati per comprendere ed eventualmente modificare qualche aspetto della tua alimentazione.

Cosa fare in caso di diarrea

In casi di scariche diarroiche la prima azione che si intraprende è l’utilizzo di antidiarroici, utili per bloccare la manifestazione acuta. Questi rimedi però potrebbero non risolvere il problema alla radice, quindi ti consigliamo di non abusarne. In caso di diarrea ricorrente e/o persistente è sempre consigliabile di confrontarsi col proprio medico.

Un consiglio sempre utile è quello di restare idratati, soprattutto in caso di diarrea. La perdita di liquidi superiore alla norma richiede di bere quantitativi superiori di acqua rispetto ai canonici 1,5 litri. Si perdono anche numerosi elementi quindi potrebbe essere utile reintegrarli.

Alcuni elementi sono particolarmente utili e indicati per sostenere l’organismo in caso di diarrea, scopri quali sono.

Vitamine ed estratti vegetali

La maggior parte delle manifestazioni sono di origine infettiva, quindi avere un sistema immunitario attivo e reattivo, pronto a fronteggiare ospiti indesiderati è fondamentale. Le vitamine B6, B12 e B9, insieme all’aiuto della vitamina D, sostengono le funzioni del sistema immunitario.

Anche elementi vegetali possono favorire le naturali difese dell’organismo. Questo è il caso di Pau d’arco, pianta di origine amazzonica utilizzata da secoli per le sue proprietà benefiche.

Come evidenziato nella scala di Bristol, la mancanza di fibre può essere causa di diarrea. Integrare elementi naturali come Psillio e Lino può aiutare le tue funzioni intestinali. Questi estratti naturali infatti favoriscono la regolarità del transito intestinale anche grazie alla loro azione emolliente e lenitiva sul sistema digerente. Inoltre favoriscono la normale volume e consistenza delle feci.

Fermenti lattici e probiotici

L’Associazione Scientifica Internazionale per Probiotici e Prebiotici (ISAPP) ha recentemente aggiornato la definizione che riguarda i probiotici. La precedente definizione era stata fornita da OMS e FAO nel 2001. ISAPP ha quindi riformulato per renderla più chiara ed esplicativa: “I probiotici sono microrganismi vivi che, se somministrati in quantitativi adeguati, conferiscono un beneficio per la salute dell’ospite7

Con il termine probiotici si intendono quindi tutti i microrganismi che possono apportare un beneficio al microbiota umano. Essi possono essere fermenti lattici, lieviti, funghi, ecc.

Un probiotico deve essere:

  • sicuro per l’uomo
  • vivo e vitale nell’intestino
  • in grado di persistere e replicarsi
  • essere in grado di dare un beneficio

L’utilizzo dei probiotici per alleviare i disturbi intestinali è ormai conosciuto e assodato. La ricerca scientifica ricerca conferme e nuove scoperte per sostenere il benessere delle persone.

Probiotici e diarrea

L’attività dei probiotici nei confronti della diarrea è stato particolarmente approfondito nel corso degli ultimi anni.

È stato comprovato che i probiotici della famiglia Lactobacillus e Saccharomyces boulardii riducono di 24 ore la durata dei sintomi7 e ha ridotto del 60% le possibilità che i sintomi durino più di quattro giorni4.

Gli studi mostrano che i probiotici possono essere utili per prevenire la diarrea a seguito dell’assunzione di antibiotici2-5. In particolare è stato evidenziato l’efficiacia di alcuni ceppi di S. boulardii, L. acidophilus, L. casei e L. rhamnosus10. Inoltre l’utilizzo di S. boulardii ha prevenuto il verificarsi della diarrea del viaggiatore10.

Sono state condotte anche analisi economiche sull’utilizzo dei probiotici. La maggior parte degli studi suggerisce che, oltre ad avere una reale efficacia, i probiotici sono anche economicamente vantaggiosi nella prevenzione di diarrea riconducibile all’uso di antibiotici6.

Bambini e probiotici

Di particolare importanza sono gli studi condotti per il benessere dei bambini riguardanti i probiotici e la diarrea. Il sistema immunitario e l’apparato intestinale sono in continuo sviluppo e l’utilizzo di antibiotici può incidere sull’equilibrio del microbiota.

Recentissimi studi mostrano come L. acidophilus potrebbe ridurre l’insorgenza di diarrea acuta infettiva da Rotavirus nei bambini, specialmente nella popolazione caucasica3. Altri studi mostrano come possano essere particolarmente utili nei bambini L. rhamnosus G , S. boulardii e L. reuteri7. Altre evidenze hanno confermato un’efficacia di L. rhamnosus G se somministrato alla dose giornaliera di almeno di 1000 UFC (Unità Formanti Colonie) al giorno7.

Bibliografia:

  1. Abdelmalak B et al. (2013). Anesthesia for Otolaryngologic Surgery; Cambridge University Press. pp. 282–287
  2. Allen SJ et al. (2010). Probiotics for treating acute infectious diarrhoea; The Cochrane Database of Systematic Reviews
  3. Di JB et al. (2020). Protective efficacy of probiotics on the treatment of acute rotavirus diarrhea in children: an updated meta-analysis; Eur Rev Med Pharmacol Sci
  4. Guarino A et al. (2009). Clinical role of diosmectite in the management of diarrhea; Expert Opin Drug Metab Toxicol 
  5. Hempel S et al. (2012). Probiotics for the prevention and treatment of antibiotic-associated diarrhea: a systematic review and meta-analysis; JAMA
  6. Lau VI et al (2020). Probiotics in hospitalized adult patients: a systematic review of economic evaluations; Can J Anaesth
  7. Martinelli et al. (2020). Probiotics’ efficacy in paediatric diseases: which is the evidence? A critical review on behalf of the Italian Society of Pediatrics; Ital J Pediatrics
  8. OMS: https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/diarrhoeal-disease
  9. Sapone A et al. (2012). Spectrum of gluten-related disorders: consensus on new nomenclature and classification; BMC Med
  10. Shahrokhi M et al (2020). Probiotics; StatPearls

Le informazioni contenute in questo blogpost sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o una visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o specialista riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un integratore è necessario contattare il proprio medico/specialista.

Foto: Alex Alvarez on Unsplash e Nigel Msipa on Unsplash