Lo Psillio (Plantago indica, Plantago arenaria o Plantago psyllium) è coltivato in diverse parti del mondo, principalmente in India, e deve la sua grande efficacia ai propri semi. Si dimostra estremamente utile per favorire la regolarità intestinale e combattere la stitichezza.

Ma c’è molto di più: infatti, svolge anche la funzione di prebiotico aiutando il sistema immunitario in modo indiretto. Inoltre, grazie alla sua azione emolliente e lenitiva, può essere utile anche a lenire alcuni disturbi intestinali comeemorroidi, ragadi e diverticoli oltre ad essere usato nei regimi dietetici.

Andiamo a vedere tutto meglio nel dettaglio.

Qual è il segreto dello Psillio?

Il segreto risiede nei semi di Psillio, in particolare in alcune sostanze presenti sullo strato esterno dei semi: l’arabinosio e lo xilosio. Esse sono fibre alimentari, ovvero catene di carboidrati che l’organismo umano non riesce a digerire2, ma che tendono ad assorbire acqua e gelificare. Questa naturale attitudine può essere sfruttata dall’organismo per numerosi scopi salutistici5-11.

Quali ruoli svolge lo Psillio?

Lo Psillio è utile per favorire: la regolarità transito intestinale, il normale volume e consistenza delle feci, ha azione emolliente e lenitiva sul tratto digerente, modula/limita l’assorbimento dei nutrienti e regola il metabolismo dei lipidi e dei carboidrati7. Approfondiamo meglio le meravigliose caratteristiche dei semi di Psillio:

TRATTIENE ACQUA

Nelle ultime fasi del processo digestivo tutte le sostanze che l’organismo non vuole trattenere vanno a formare le feci: esse sono generalmente composte per il 75% da acqua, la restante parte è materiale solido8.

Se lo stato di idratazione generale dell’organismo è non sufficiente per svolgere le funzioni fisiologiche, l’intestino crasso dovrà riassorbire liquidi, rendendo difficoltoso il passaggio del contenuto intestinale, provocando la stipsi6. Per provare a risolvere il disturbo è sicuramente utile bere più acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno (8-10 bicchieri).

Nel caso questo non fosse sufficiente, lo Psillio si dimostra particolarmente utile: infatti le fibre alimentari (arabinosio e xilosio) sono in grado di trattenere acqua nell’intestino tenue e quindi, aumentare il flusso d’acqua nel colon ascendente. Questo aumento della fluiditàdel contenuto del colon rende meno necessario un riassorbimento di liquidi da parte dell’intestino crasso e può spiegare il successo dello Psillio nel trattamento della stitichezza5.

È UN LASSATIVO “MECCANICO”

Un’altra spiegazione dell’efficacia dello Psillio risiede nella capacità delle sue fibre alimentari di gelificare. Questa attitudine delle fibre è fondamentale in quanto le fibre dello Psillio, insieme al contenuto intestinale, formano un gel che preme lungo le pareti del lume intestinale. La pressione sui fasci muscolari favorisce l’avvio dei normali movimenti di peristalsi che facilitano il movimento del contenuto intestinale verso il colon e la successiva evacuazione.

Gli studi dimostrano che in persone stitiche lo Psillio ha un effetto davvero notevole. Inoltre è stato dimostrato che anche in persone sane lo Psillio promuove un ulteriore effetto positivo e un miglioramento generale della regolarità intestinale5.

HA EFFETTO PREBIOTICO

Gli enzimi digestivi presenti nel nostro tratto gastro-intestinale non sono in grado di utilizzare le fibre alimentari come fonte di energia. Questo però non vale per i microrganismi presenti nell’intestino: infatti, essi possono utilizzare le fibre come fonte di energia e, pertanto, si può considerare che lo Psillio abbia un potenziale come prebiotico5.

Lo sai che

un prebiotico è un ingrediente che provoca cambiamenti specifici nella composizione e/o nell’attività del microbiota gastrointestinale, conferendo così benefici alla salute della persona4.

POTENZIAMENTO IMMUNITARIO

L’effetto probiotico dello Psillio ha un utilissimo risvolto per il sostegno delle funzioni immunitarie: il supporto alla crescita dei microrganismi probiotici e l’aumento della produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) sono fattori positivi per la salute del colon3-5. Infatti, è stato scoperto che i probiotici migliorano la risposta immunitaria innata e modulano le risposte infiammatorie indotte da agenti patogeni12.

Gli acidi grassi a catena corta(SCFA) sono i prodotti finali della fermentazione batterica delle fibre alimentari. È stata dimostrata una correlazione positiva tra il numero di microrganismi probiotici, il contenuto di acqua nelle feci e i livelli di SCFA dopo la somministrazione di Psillio.

È stato inoltre dimostrato che una bassa concentrazione di SCFA contribuisce alla stitichezza, in quanto viene inibita anche la secrezione di mucina, una sostanza ad effetto lubrificante3-5.

RIDUZIONE DI DISTURBI GASTRO-INTESTINALI

L’azione emolliente e lenitiva dello Psillio sul tratto digerente potrebbe anche avere risvolti positivi per provare ad alleviare alcuni disturbi gastrointestinali.

Alcuni studi mostrano come la somministrazione di fibre alimentari possano esercitare effetti benefici in caso di disturbi infiammatori del tratto gastro-intestinale come ad esempio il Morbo di Crohn che può interessare dell’intestino tenue e/o crasso, della bocca, dell’esofago, dello stomaco e dell’ano. Questo sarebbe possibile grazie una diretta immunomodulazione oppure una azione indiretta tramite l’effetto prebiotico sui microrganismi probiotici11.

Sempre grazie all’azione emolliente e lenitiva, altri studi suggeriscono che le fibre alimentari possono essere utilizzate per alleviare disturbi comeragadi anali, emorroidi e diverticolite9.

REGOLAZIONE DEL COLESTEROLO

Diversi studi hanno anche dimostrato che le fibre solubili e viscose come lo Psillio e i Semi di Lino possano aiutare a ridurre il colesterolo “cattivo” LDL9-10.

Le fibre svolgono questo ruolo non agendo direttamente sul colesterolo, bensì in modo indiretto agendo sugli acidi biliari. Come funziona questo meccanismo? Prima di arrivare alla risposta è necessaria una premessa.

Il colesterolo è una sostanza grassa e per essere utilizzata dal nostro organismo ha bisogno di essere legata a delle sostanze, chiamate acidi biliari. Quando non sono disponibili quantitativi adeguati di acidi biliari, il fegato deve produrli: per farlo utilizza come substrato il colesterolo già presente nell’organismo, senza produrne di nuovo.

Le fibre alimentari si legano agli acidi biliari rendendoli non più disponibili e utilizzabili. In questo modo si innesca il processo appena descritto, e le fibre “costringono” il corpo a utilizzare il colesterolo già in circolo abbassando i livelli di colesterolo nel sangue in modo indiretto1.

DIETE DIMAGRANTI E SENSO DI SAZIETÀ

Lo Psillio, e le fibre alimentari in genere, vengono utilizzate anche nei regimi alimentari volti a ridurre e il peso corporeo. Il nostro organismo non è in grado di utilizzare le fibre alimentari come fonte energetica ma è possibile sfruttare questa “inefficienza” in modo positivo.

Nel caso in cui si scelga di iniziare un regime dietetico è fondamentale ridurre l’assunzione di cibi. Per cercare di limitare i “morsi della fame” una strategia vincente è quella di cercare di ridurre lo stimolo della fame. Per farlo, è possibile sfruttare proprio quella “inefficienza”: infatti, le fibre non vengono scomposte dai processi digestivi andando ad aumentare il volume del contenuto gastro-intestinale.

Quando il contenuto intestinale aumenta di volume preme contro le pareti interne intestinali facendo partire alcuni impulsi nervosi che comunicano al cervello che non c’è bisogno di introdurre nuovo cibo innescando i processi che favoriscono il senso di sazietà.

Quando e per Quanto assumere lo Psillio?

Sarebbe meglio assumere lo Psillio la mattina o prima del pasto principale, per dare il tempo alle fibre di idratarsi, gonfiarsi, gelificare e dare senso di sazietà.

In caso di stipsi prolungata è possibile utilizzare lo Psillio anche per lunghi periodi, infatti apportando fibre alimentari non ha effetti negativi sull’organismo.

Lo Psillio ha controindicazioni?

È pur sempre vero che qualunque sostanze introduciamo nel corpo può anche avere un effetto non sempre positivo per alcune persone. Nel caso dello Psillio è importante bere tanta acqua almeno 1,5-2 litri al giorno (8-10 bicchieri): infatti, nel caso si assumesse lo Psillio o qualunque fibra alimentare senza bere adeguate quantità di acqua è possibile che si abbiamo effetti contrari come gonfiori addominali, flatulenza.

È inoltre importante valutare l’integrazione di Psillio con il propio medico curante o specialista nel caso si soffra di specifiche patologie o infiammazioni del tratto gastro-intestinale: infatti, la somministrazione di fibre alimentari in alcuni casi può aumentare l’irritazione delle mucose.

Bibliografia

  1. Capuano E (2017). The behavior of dietary fiber in the gastrointestinal tract determines its physiological effect; Crit Rev Food Sci Nutr
  2. Codex Alimentarius: Alimentarius Commission. Guidelines on Nutrition Labelling CAC/GL 2-1985 as Last Amended 2010; Joint FAO/WHO Food Standards Programme; Secretariat of the Codex Alimentarius Commission, FAO: Rome, Italy, 2010
  3. Currò D et al. (2016). Probiotics, fibre and herbal medicinal products for functional and inflammatory bowel disorders; Brit J Pharm
  4. Davani-Davari D et al. (2019). Prebiotics: Definition, Types, Sources, Mechanisms, and Clinical Applications; Foods
  5. Jalanka J et al. (2019). The Effect of Psyllium Husk on Intestinal Microbiota in Constipated Patients and Healthy Controls; Int J Mol Sci
  6. Mearin et al. (2016). Clinical Practice Guideline: Irritable bowel syndrome with constipation and functional constipation in the adult; Rev Esp Enferm Dig
  7. Ministero della Salute: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2019&codLeg=70165&parte=2&serie=
  8. Rose C et al. (2015). The Characterization of Feces and Urine: A Review of the Literature to Inform Advanced Treatment Technology; Crit Rev Environ Sci Technol
  9. Salwen WA et al. (2004). Effect of four-day psyllium supplementation on bowel preparation for colonoscopy:A prospective double blind randomized trial; BMC Gastroenterol
  10. Schoeneck M et al. (2021). The effects of foods on LDL cholesterol levels: A systematic review of the accumulated evidence from systematic reviews and meta-analyses of randomized controlled trials; NMCD
  11. Wong C et al. (2016). Potential Benefits of Dietary Fibre Intervention in Inflammatory Bowel Disease; Mol Sci
  12. Yang F et al. (2011). Probiotics and immune health; Curr Opin Gastroenterol

Le informazioni contenute in questo blogpost sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o una visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o specialista riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un integratore è necessario contattare il proprio medico/specialista.