Da secoli il Pau d’arco o Lapacho è utilizzato per le difese immunitarie e altri numerosi benefici utili per l’organismo. Scopri questo rimedio millenario come può aiutarti nella vita di tutti i giorni.

Pau d’arco: cos’è e la sua storia

Origini

Il Pau D’Arco è un enorme albero sempreverde alto fino a 40 metri e cresce in Centro e Sud America. Questa pianta è anche conosciuta con altri nomi: Lapacho, Taheebo o Ipe rosa per via del colore dei suoi fiori.

Il Pau d’arco è una delle piante più utilizzate nella foresta amazzonica ma anche una meno conosciute in Europa. È uno degli ingredienti chiave nel forziere dei rimedi officinali dei popoli indigeni sudamericani.

L’uso del Pau d’arco risale agli Incas, infatti, grazie alla sua durezza veniva utilizzato per la costruzione gli archi da caccia. Per questa ragione, il suo nome deriva da una antica espressione portoghese che significa “bastone per archi“.

Gli indigeni sudamericani notarono che l’albero, anche dopo essere stato abbattuto, non sviluppava tarli, muffe o funghi. Per questo motivo le antiche tribù brasiliane Tupi e Guaranì lo chiamano l’albero “tajy” ovvero “avere forza e vigore“. Iniziarono a lavorare il legno rimuovendo dalla corteccia la parte interna e la utilizzarono per la preparazione di infusi e té a scopi curativi.

Pau d’arco: 5 benefici per la salute

Pau d’arco è utilizzato da secoli come rimedio naturale per trattare una vasta gamma di disturbi. Scopri come può dimostrarsi utile per sostenere il tuo benessere.

Naturale supporto delle difese immunitarie

Le popolazioni indigene sudamericane utilizzano da secoli questa pianta in quanto hanno riscontrato evidenti utili risultati. A partire dagli anni ‘60 la ricerca scientifica ha iniziato a indagare questa pianta per meglio comprendere le cause delle eccezionali proprietà.

I numerosi principi attivi hanno mostrato una importante attività antinfiammatoria e positive attività legate a disturbi immunologici. Recentissimi studi confermano queste ipotesi corroborando l’utilizzo tradizionale della pianta13. Essa può essere quindi affiancata in trattamenti utili a rinforzare le difese immunitarie. 

Inoltre, come riportato dalle indicazioni ministeriali7, Tabebuia impetiginosa è utile per: 

  • supportare le naturali difese immunitarie dell’organismo
  • sostenere la funzionalità delle prime vie respiratorie

Queste sue caratteristiche approvate sono quindi testimonianza della bontà ed efficacia della pianta. Si può dimostrare quindi utile durante i mesi autunnali e invernali per sostenere le difese del tuo corpo. 

Altri studi pubblicati su autorevoli riviste di microbiologia1 e di alimentazione2 hanno approfondito altri temi. In particolare l’attività contro la proliferazione di funghi, lieviti e batteri ottenendo incoraggianti risultati. È stata anche valutata l’attività dei suoi principi attivi nei confronti di batteri responsabili di irritazioni della pelle: i risultati hanno mostrato che potrebbe essere un utile coadiuvante6.

Sono state valutate in ulteriori studi le attitudini a limitare e ridurre l’intensità di processi infiammatori9 e neuroinfiammatori4. I risultati mostrano come vi sia una effettiva attività cellulare che potrebbe essere di aiuto anche in casi di reumatismi.

Da questi studi si evince che il Pau D’Arco può essere un supporto naturale utile per le tue difese immunitarie e il benessere generale dell’organismo.

Depurazione dell’organismo grazie al Pau D’Arco

Pau d’arco dimostra anche la sua utilità anche in campo depurativo. Come confermato anche dalle indicazioni ministeriali7, Tabebuia impetiginosa è utile per:

  • favorire le funzioni depurative dell’organismo

Sono state ricercate ulteriori prove scientifiche per confermare questa sua attitudine. In alcuni studi sono state riscontrate potenziali attività in caso di colite9. Inoltre in altri studi si è evidenziata una crescita di probiotici a seguito della somministrazione di lapacholo10. Un elevato numero di probiotici nell’intestino è fondamentale per il benessere generale del tuo organismo.

Funzionalità cardiache del Pau D’Arco

Un aspetto poco conosciuto di questa importante pianta è la sua attitudine ad essere utile anche in ambito cardiovascolare. Il Ministero della Salute ha approvato ben due indicazioni sulla pianta Tabebuia impetiginosa7:

  • regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare
  • regolarità della pressione arteriosa

Sono state condotte numerose ricerche per approfondire queste tesi. È stata riscontrata una importante attività antiossidante4, probabilmente anche per la sua componente in flavonoidi12. Inoltre è stata confermata l’attività antinfiammatoria14.

Nuove frontiere della ricerca

La scienza è alla costante ricerca di nuove soluzioni per fronteggiare importanti malattie. In recentissimi studi si è indagata l’attività su virus collegati a malaria, tubercolosi o cellule cancerogene3-8. Queste ricerche vogliono essere un primo punto di partenza per esplorare nuove e future vie per aiutare il più elevato numero di persone.

Sicurezza ed effetti collaterali

Il Ministero della Salute evidenzia una prescrizione su Tabebuia impetiginosa che si estende anche a tutti i sinonimi botanici: non utilizzare in gravidanza e durante l’allattamento. Non vengono segnalate altre prescrizioni.

Bibliografia:

  1. Cabezas Gómez O et al. (2018). Endophytic fungi isolated from medicinal plants: future prospects of bioactive natural products from Tabebuia/Handroanthus endophytes; Appl Microbiol Biotechnol
  2. Dvorkin-Camiel L et al. (2008). Tropical American plants in the treatment of infectious diseases; J Diet Suppl
  3. Gong Q et al. (2020). A comprehensive review on β-lapachone: Mechanisms, structural modifications, and therapeutic potentials; Eur J Med Chem
  4. Lee EJ (2015). β-Lapachone suppresses neuroinflammation by modulating the expression of cytokines and matrix metalloproteinases in activated microglia; J Neuroinflammation
  5. Maorong S et al. (2013). Bioactive Phenylpropanoid Glycosides from Tabebuia avellanedae; Molecules
  6. Menezes Pereira E et al. (2006). Tabebuia avellanedae naphthoquinones: activity against methicillin-resistant staphylococcal strains, cytotoxic activity and in vivo dermal irritability analysis; Ann Clin Microbiol Antimicrob
  7. Ministero della Salute: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2019&codLeg=70165&parte=2&serie=
  8. Mohammadi S et al. (2020). Medicinal plants used in the treatment of Malaria: A key emphasis to Artemisia, Cinchona, Cryptolepis, and Tabebuia genera; Phytoter Res
  9. Mokarizadeh N et al. (2020). An evaluation on potential anti-inflammatory effects of β-lapachone; Int Immunopharmacol
  10. Park HJ et al. (2017). Oral administration of taheebo (Tabebuia avellanedae Lorentz ex Griseb.) water extract prevents DSS-induced colitis in mice by up-regulating type II T helper immune responses; BMC Complement Altern Med

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