Spesso avrai sentito parlare di persone che hanno “la pressione sanguigna alta” o che hanno il “colesterolo alto”. Scopri perché sono tematiche così importanti e come cercare di porre rimedio in modo naturale.

Come è composto il sistema cardiovascolare?

Il sistema cardiovascolare è composto da 3 parti:

  1. il sangue, è un tessuto fluido che ha lo scopo di trasportare ossigeno e nutrimento alle cellule e allontanare le sostanze di scarto (principalmente anidride carbonica e altri metaboliti);
  2. i vasi sanguigni, la fitta rete di arterie, vene, capillari in cui scorre il sangue;
  3. il cuore, la pompa muscolare che spinge incessantemente il sangue all’interno dei vasi.

Origine dei disturbi cardiovascolari

L’origine dei disturbi cardiovascolari è complessa: infatti, si sommano fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità) e altri in cui lo stile di vita incide in modo marcato. Ad esempio il fumo, l’eccesso di alcolici, l’alimentazione non equilibrata, la sedentarietà spesso sono causa nell’innesco di disturbi cardiovascolari4.

Quindi il consiglio è quello di evitare completamente il fumo, limitare il consumo di bevande alcoliche, seguire una dieta varia e praticare dell’attività motoria. Per capire meglio come migliorare la tua salute approfondiamo cosa succede all’interno dei vasi sanguigni.

Livelli e ossidazione delle LDL

L’organismo per trasportare i trigliceridi e il colesterolo utilizza alcune proteine lipidiche. Queste proteine per essere metabolizzate devono passare dal fegato. La parte che non viene assorbita prendono il nome di LDL (Low Density Lipoprotein = Lipoproteine a bassa densità) che vengono chiamate in modo improprio il “colesterolo cattivo”.

Un eccesso di LDL nel sangue è considerato un fattore di rischio perché esse tendono ad accumularsi e ossidarsi nelle arterie formando placche che tendono a ostruire il passaggio del sangue e aumentando la pressione nei vasi.

Come puoi agire per ridurre il rischio che questo processo si avvii? Come sempre il benessere del tuo organismo passa in primo luogo dall’alimentazione. Quindi limita il consumo di grassi saturi (insaccati, burro, olio di cocco, margarine, fritti) e preferisci alimenti contenenti grassi insaturi (salmone, tonno, ecc.), assumi più alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura e preferisci l’olio extra vergine di oliva a quelli di semi.

La pressione sanguigna

Un aspetto strettamente connesso è quello relativo a quella che viene erroneamente chiamata pressione sanguigna. In termini più corretti si deve parlare di pressione arteriosa: essa è il rapporto tra la spinta esercitata dal sangue arterioso sulle pareti dei vasi e la pressione atmosferica. Questa pressione è il risultato di diversi fattori tra cui la quantità di sangue pompato dal cuore, la sua forza di contrazione, la resistenza al flusso nei vasi al passaggio del sangue2.

Se l’organismo è fuori allenamento e compie sforzi eccessivi, oppure i vasi sanguigni sono parzialmente ostruiti è chiaro che la pressione sanguigna all’interno dei vasi può aumentare al passaggio di una maggiore quantità di sangue pompato. Il consiglio resta lo stesso: mantieniti in allenamento evitando la sedentarietà e segui una dieta bilanciata.

Un consiglio naturale

La natura offre sempre delle soluzioni utili per sostenere il tuo benessere. Una pianta dalle mille risorse utilizzata da secoli dalle popolazioni amazzoniche è la Tabebuia impetiginosa, chiamata più comunemente Pau d’arco o Lapacho. L’utilizzo tradizionale della pianta ha portato il Ministero della Salute ad approvare due indicazioni salutistiche su questa pianta in merito alla pressione sanguigna e al benessere cardiovascolare.

Infatti viene riportato che Tabebuia impetiginosa3:

  • favorisce la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare
  • favorisce la regolarità della pressione arteriosa

Per confermare gli utilizzi tradizionali di questa pianta sono stati condotti numerosi studi scientifici:

  1. Alcuni di essi mostrano che questa pianta possiede un’importante attività antiossidante1, si pensa per l’alto dosaggio in flavonoidi5;
  2. Altri studi invece hanno confermato che i principi attivi presenti nella corteccia di questa pianta hanno una discreta l’attività antinfiammatoria6;
  3. Infine è stato evidenziato che il β-lapachone, uno dei principi attivi più importanti del Pau d’arco, fa riattivare una serie di enzimi (SIRT1 e SERCA2a) che favoriscono la normale funzione contrattile del cuore7.

Bibliografia:

  1. Lee EJ (2015). β-Lapachone suppresses neuroinflammation by modulating the expression of cytokines and matrix metalloproteinases in activated microglia; J Neuroinflammation
  2. Magder S (2018). The meaning of blood pressure; Crit Care
  3. Ministero della Salute: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2019&codLeg=70165&parte=2&serie=
  4. Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4490&area=Salute%20donna&menu=patologie 
  5. Pires T et al. (2015). Bioactive Properties of Tabebuia impetiginosa-Based Phytopreparations and Phytoformulations: A Comparison between Extracts and Dietary Supplements; Molecules
  6. Zhang L et al. (2016). Anti-inflammatory cyclopentene derivatives from the inner bark of Tabebuia avellanedae; Fitoterapia
  7. Gorski PA et al (2020). Role of SIRT1 in Modulating Acetylation of the Sarco-Endoplasmic Reticulum Ca2+-ATPase in Heart Failure; Circ Res

Le informazioni contenute in questo blogpost sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o una visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o specialista riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un integratore è necessario contattare il proprio medico/specialista.

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